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Plastica e imballaggi: come ridurre l’ingombro e massimizzare il riciclo in ufficio

Se la carta è il rifiuto principale delle scrivanie, la plastica e gli imballaggi sono i protagonisti assoluti dell'area break e del magazzino. Oggi ormai, la sfida per le aziende non è solo differenziare, ma gestire l'incredibile volume che questi materiali occupano.

Una gestione inefficiente della plastica porta a sacchi che si riempiono troppo in fretta e stazioni di raccolta perennemente disordinate. Ecco come trasformare questo problema in un processo fluido e sostenibile.

1. Il concetto di "multileggero": plastica e metalli insieme

In quasi tutti i comuni italiani, la raccolta della plastica è di tipo "multimateriale leggero". Ciò significa che nello stesso contenitore possono (e devono) finire anche i metalli.

  • Cosa inserire: bottiglie di plastica, flaconi di detergenti, vaschette in polistirolo, lattine in alluminio per bevande, barattoli in acciaio e pellicole trasparenti da imballaggio.
  • Cosa evitare: oggetti in plastica dura che non siano imballaggi (come vecchi righelli o penne rotte), giocattoli o contenitori sporchi di sostanze pericolose (vernici, solventi).

2. La battaglia contro il "volume vuoto"

La plastica è leggera ma ingombrante. Gettare una bottiglia d'acqua senza schiacciarla significa buttare via l'80% di aria, riempiendo il sacco inutilmente.

  • Il trucco dello schiacciamento: incoraggia i dipendenti a schiacciare le bottiglie orizzontalmente (non dall'alto verso il basso) per massimizzare lo spazio.
  • Riduzione alla fonte: valuta l'installazione di erogatori d'acqua alla spina per ridurre drasticamente il numero di bottiglie che entrano in ufficio.

3. Gestire gli imballaggi della logistica (E-commerce)

Ogni ufficio riceve pacchi e forniture. Se il cartone va nella carta, cosa fare con il resto?

  • Film estensibile e Pluriball: sono polimeri plastici (spesso LDPE) perfettamente riciclabili. Non lasciarli sparsi in magazzino; dedica loro un contenitore ad alta capienza.
  • Reggette in plastica: spesso usate per sigillare i pallet, vanno anch'esse nella plastica, ma è bene tagliarle a pezzi piccoli per evitare che si aggroviglino nei macchinari di selezione.

4. L'area break: il cuore del riciclo

È qui che si produce la maggior parte dei rifiuti in plastica "difficili".

  • Capsule del caffè: attenzione! Se sono in plastica o alluminio ma contengono ancora fondi di caffè, non possono andare nella plastica a meno che non vengano svuotate. Molte aziende oggi scelgono di raccoglierle separatamente attraverso programmi di recupero dedicati.
  • Bicchierini e palette: nel 2026 molti uffici sono passati al compostabile, ma se usate ancora plastica, assicuratevi che siano ben sgocciolati prima del conferimento.

5. Organizzare i punti di raccolta

Data la natura ingombrante di questi rifiuti, la scelta del contenitore è cruciale.

  • Bocche d'ingresso ampie: facilitano il conferimento di bottiglie e vaschette.
  • Sacchi resistenti: la plastica può avere bordi taglienti (specialmente le lattine o gli imballaggi rigidi); usare sacchi ad alto spessore evita spiacevoli rotture durante il trasporto verso il punto di raccolta esterno.

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