HomepageBlogUfficioRaccolta differenziata in ufficio: guida pratica tra normativa e organizzazione

Raccolta differenziata in ufficio: guida pratica tra normativa e organizzazione

In un mondo del lavoro sempre più attento ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance), la gestione dei rifiuti in ufficio non è più solo un obbligo di legge, ma un biglietto da visita della cultura aziendale.

Che tu gestisca un piccolo studio professionale o una grande sede corporate, organizzare una raccolta differenziata efficiente nel 2026 significa ottimizzare i costi, migliorare l’igiene degli spazi - sicuramente un plus per i collaboratori - e contribuire attivamente all'economia circolare. In questa guida esploreremo come mettere a norma il tuo ufficio e quali sono le migliori pratiche per una gestione senza stress.

Il quadro normativo: cosa è cambiato per le aziende

In Italia, la gestione dei rifiuti professionali fa capo al D.Lgs. 116/2020, che ha recepito le direttive europee. Il cambiamento più significativo riguarda l'assimilazione dei rifiuti: la maggior parte dei rifiuti prodotti in ufficio (carta, plastica, vetro, organico) è oggi considerata a tutti gli effetti come "rifiuto urbano".

  • Cosa comporta? Significa che i comuni gestiscono questi rifiuti in modo simile a quelli domestici. Tuttavia, resta responsabilità del datore di lavoro garantire che i dipendenti abbiano gli strumenti corretti per separare i materiali alla fonte.
  • Vantaggi fiscali: una corretta separazione può permettere alle aziende di richiedere riduzioni sulla quota variabile della TARI, dimostrando di aver avviato a recupero determinati quantitativi di materiale.

Progettare l'isola ecologica in ufficio: meglio centrale o diffusa?

Uno degli errori più comuni è mantenere un cestino dell’indifferenziata sotto ogni scrivania. Questo metodo scoraggia la differenziazione e aumenta i costi di pulizia.

La tendenza ormai è la creazione di isole ecologiche centralizzate:

  1. Meno cestini singoli, più punti comuni: posizionare stazioni di raccolta complete in punti strategici (area break, corridoi, vicino alle stampanti).
  2. Segnaletica chiara: utilizzare i colori standard (Norma UNI 11686) per identificare subito dove gettare cosa: Blu per la carta, Giallo per la plastica/metalli, Marrone per l'umido e Grigio per l'indifferenziato.
  3. Dimensioni proporzionate: in una zona stampa servirà un contenitore per la carta molto capiente, mentre in area break sarà prioritario un contenitore per l'umido con coperchio ermetico.

I 3 pilastri della gestione efficace

1. Coinvolgimento del team

La raccolta differenziata funziona solo se tutti partecipano. È utile affiggere sopra le isole ecologiche delle brevi infografiche che spieghino, ad esempio, che gli scontrini non vanno nella carta o che i contenitori dello yogurt vanno sciacquati prima di essere gettati nella plastica.

2. Qualità dei materiali

Usare sacchi della misura corretta e contenitori resistenti non è solo una questione di ordine, ma di sicurezza sul lavoro. Sacchi che si rompono o contenitori difficili da igienizzare creano problemi logistici e cattivi odori, scoraggiando le buone pratiche.

3. Monitoraggio

Verificare periodicamente il contenuto dei contenitori aiuta a capire se c’è bisogno di maggiore formazione per il personale o se la posizione dei contenitori va cambiata.

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