Come vestirsi per un primo colloquio di lavoro? Sicuramente l'abito fa il monaco, ma poi l'outfit dipende dal settore per il quale ci si candida
Al primo colloquio è inevitabile pensare a come vestirsi. Sì, dovrebbe contare di più il contenuto del curriculum e le risposte che si danno, ma l’abito continua a fare il monaco anche nel 2020 e pensare a cosa indossare per fare una buona impressione (o almeno non farne una cattiva) con i recruiter continua a essere importante. La buona notizia è che – secondo Glamour UK, ma vale anche per noi latini – come vestirsi al primo colloquio dipende sempre più dal settore di lavoro per il quale si sostiene la selezione. In parole povere: discutere per il ruolo di creativo in una media agency è diverso che farlo per il centro studi di una banca e presentarsi in grisaille per il primo è un autogol tanto quanto in shorts per il secondo.
Di fatto, comunque, qualunque sia il settore, ci sono degli errori di abbigliamento da evitare sempre e comunque in occasione di un primo colloquio. Un conto è essere casual o propriamente creativi, un altro trasandati nel vero senso del termine (e vale per l’outfit ma anche per la cura di sé e l’igiene personale); analogamente un conto è essere formali e un altro eccessivamente eleganti. Un conto è una barba ben curata, un altro far sembrare di aver perso il rasoio, e analogamente un conto è un leggero trucco che dia luce al viso e un altro presentarsi acqua e sapone al punto da risultare pallide e malate o, al contrario, con un trucco da serata in discoteca. Insomma, in medio stat virtus, anche nei posti molto formali o molto creativi, perché bisognerebbe sempre evitare che il proprio aspetto colpisca più delle proprie esperienze e competenze, e se proprio si hanno dubbi, si può sempre fare qualche ricerca online per vedere come si vestono i dipendenti di quella azienda (c’è sempre qualche foto di evento aziendale, qualche immagine nel chi siamo, etc)
Riassumendo, per settori creativi come moda, design, digital ma anche new media, si può senza dubbio osare di più, facendo attenzione agli accostamenti cromatici (bene i toni neutri con accessori colorati pop), bene anche la sovrapposizione di stili e registri (come i jeans con la giacca formale, o l’abito con t-shirt e sneaker) bene anche i dettagli molto personali, come un tocco di colore nei capelli, i tatuaggi (se ben fatti, non modello galeotto…) e gli accessori che dicono qualcosa del gusto e della personalità.
Ben diversi sono invece settori come il bancario, l’assicurativo, ma anche le TLC dove l’outfit formale è di rigore: completo per lui, con camicia e cravatta, tailleur o giacca e pantalone per lei, con scarpe eleganti meglio se décolleté per lei. Il tutto ovviamente su toni neutri e rassicuranti come il grigio, il nero o il blu. E sì, se ci sono tatuaggi, piercing e orecchini è mandatorio nasconderli (o toglierli).