Millenials e lavoro: cosa vuole la generazione Y

La generazione tra i 25 e i 40 anni è ormai quella preponderante nel mercato del lavoro. E ha esigenze molto precise.

Millenials e lavoro: cosa vuole la generazione Y

Nati tra il 1981 e il 1996, i Millenials sono ormai a pieno titolo nel mondo del lavoro, spesso anche con posizioni manageriali, decisionali o dirigenziali. E anzi, a ben vedere, sono la generazione centrale nelle politiche delle risorse umane.

Perché il futuro è loro, perché sono quelli nati sostanzialmente con in mano un device digitale e perché sono la prima generazione che ha cominciato a lavorare senza le dinamiche tipiche del Novecento.

Millenials e lavoro: cosa vuole la generazione Y

Per questo per gli HR manager è fondamentale conoscere cosa vuole la generazione Y dal proprio impiego, dalla propria azienda, dal luogo in cui passa le giornate di lavoro. E ovviamente non mancano ricerche di mercato, sondaggi e indagini sociodemografiche che cercano di aiutare le aziende ad attrarre i migliori talenti, trattenere quelli già in azienda e anche valorizzarli. Almeno fintanto che la generazione preponderante non diventerà quella dei Centennials.

Non solo tecnologia

Non è solo la tecnologia a fare la differenza tra i Millenials e la Generazione X dei loro fratelli maggiori. È proprio una diversa visione del mondo, con un approccio più individuale alle relazioni professionali finalizzato a trovare il giusto equilibrio di vita. Lo abbiamo imparato durante la pandemia e con l'ascesa forzata dello smart working: non è solo lo stipendio a costruire la relazione professionale tra il lavoratore e l'azienda, ma anche gli orari flessibili, il clima positivo, la conciliazione vita-lavoro, la condivisione di valori, il senso del proprio operare nel mondo.

La sicurezza economica

Però i Millenials sono anche figli del loro tempo, entrati nel mondo del lavoro tra la crisi dei subprime e la pandemia, e la sicurezza economica rimane sullo sfondo come un pillar prevalente delle loro priorità. Del resto sono in una fascia di età in cui generalmente si comincia a costruire una famiglia o almeno a pensare in maniera strutturata al futuro, e in questo raggiungere una piena e sicura indipendenza è la vera discriminante.

Formazione e flessibilità

Ma come detto non di solo salario e benefit vivono i Millenials, e quando si tratta di scegliere tra diverse opzioni a parità di condizioni economiche sono formazione e flessibilità a far pendere l'ago della bilancia. Oggi il mondo del lavoro corre molto velocemente, più velocemente di quando avevano tra i 25 e i 40 anni i nati della Generazione X, e i Millenials hanno perfettamente capito che il kit di conoscenze con cui hanno iniziato a lavorare diventerà ben presto obsoleto. E per gli HR manager che vogliono fare talent retention la formazione e la flessibilità possono essere le carte vincenti.